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Mar 02, 2017 693

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Come rafforzare il sapere dei figli online: le piattaforme che rivoluzionano l’insegnamento

di Lucilla Incorvati

Una volta c’era solo l’insegnamento sui banchi oppure con il precettore. Oggi c’è una nuova scuola, online, spesso totalmente gratis o fruibili con un abbonamento, grazie alla libera divulgazione del sapere. Quello che cambia rispetto al passato non è solo la modalità con la quale viene divulgato e fruito il sapere, ma soprattutto come viene insegnato.

A farla da padrona sono video, testi ed esercizi, piattaforme di coworking e valutazione dell’apprendimento. Non solo. Spesso anche l’insegnamento di materia tradizionalmente “ostiche” per i ragazzi come le materie STEM (Science, Technology, Engineering, Math) vengono insegnate rompendo gli schemi della didattica tradizionale.

La community di Oilproject

Progettata nel 2004, ma nata di fatto nel 2012, Oilproject è una delle iniziative di divulgazione culturale più massive in Italia. Due milioni di persone al mese accedono gratuitamente a questa piattaforma e ogni giorno vengono impartire in media 15mila ore di insegnamento.

Nella piattaforma sono previste più di 20 materie con un archivio di oltre 8mila contenuti video, lezioni, verifiche ed esercitazioni create da oltre 50 tra docenti, ricercatori ed esperti, dalla letteratura italiana alla chimica, dal latino alla filosofia. Come ricorda uno dei fondatori Marco De Rossi <l’obiettivo è quello di assicurare una scuola gratuita online, in cui si può apprendere e studiare a qualsiasi ora, dovunque ci si trovi. E se testi e video-lezioni riassumono le idee principali in modo chiaro e accessibile, grazie a un’area “esercizi” ci si mette alla prova per verificare quanto si è preparati>. Chi vuole può anche seguire gli argomenti preferiti e fare Follow ai suoi compagni di classe per vedere in tempo reale cosa stanno studiando.


La piattaforma Redooc


Si ispira alla famosa Kan Accademy Redooc, una piattaforma di education online di materie scientifiche, nel cui insegnamento l’Italia purtroppo è fanalino di coda. Lanciata da Chiara Burberi nel 2014 con il desiderio di lasciare un segno nell’insegnamento della matematica, un sapere sempre più cruciale per i curricula dei giovani millenials, dove ci sono forti carenze. <In un mondo digitale come fanno i nostri ragazzi ad apprendere le materie scientifiche se queste sono ancora insegnate senza alcun riferimento alla realtà? - racconta Chiara Burberi -. Pagine e pagine di numeri, formule astratte, libri che non hanno nessun appiglio alla vita pratica, mentre è proprio la matematica che aiuta l’individuo a semplificare la vita reale>.


Nasce così una start up innovativa a vocazione sociale con la quale si rompono gli schemi della didattica tradizionale perché Chiara e il suo team mettono in piedi prima per i licei e poi via via per le medie e le elementari una didattica che va controcorrente, che si ispira a metodologie di successo da tempo applicate all'estero e che puntano a essere fruite in modo divertente (gamification teaching) ma soprattutto più efficaci perché si motivano i ragazzi ad apprendere con il gioco.

Si utilizzano video lezioni, giochi, storie ed esercizi divisi per livelli e completi di spiegazione, che partono dalla vita quotidiana per tradurre in pratica i concetti più astratti come il tasso di interesse composto oppure il piano cartesiano. Dall’equazione a come si apre una start up, dall’algebra alle simulazioni delle prove di maturità e fino ai principi di educazione finanziaria il filo conduttore è sempre lo stesso: facilitare il più possibile l’apprendimento.

Oggi a distanza di tre anni sono oltre 80 le scuole che adottano Redooc, oltre 150 i docenti coinvolti (molti sono entrati nel team), più di 50mila gli utenti registrati perché Redooc è a tutti gli effetti uno strumento didattico nelle mani dei docenti ma anche dei genitori e soprattutto degli studenti che possono accedervi, se grandi da soli, se piccoli (quelli delle medie per esempio) sotto l’occhio vigile dei genitori, sottoscrivendo un abbonamento (sono previste diverse fasce di prezzo con una soglia minima di 10 euro al mese).

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